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2014-Lungo il binario Mendrisio-Stabio
2011 - Nella corte del pittore
2008 - Vigino-dentro la masseria
2005 - Paesaggio attraverso
2005 - Ai confini della Breggia
2003 - Quattro passi in valle
 
"Ai confini della Breggia"       Edizioni Salvioni 2005 
 


 



Con oltre quaranta immagini colte nell’estremo sud della Svizzera, il fotografo Ticinese Giovanni Luisoni presenta una sua ricerca di “analogie, rispondenze, contrasti tra le creazioni della natura e i manufatti dell’ uomo”.
 
Anche Alberto Nessi, poeta e narratore, ama andare a piedi in luoghi conosciuti. Così è nato il testo che accompagna le immagini: guardandosi intorno,  lungo un fiume familiare.
 
 Un breve volo

"Ai confini di quelle acque ho sognato di diventare pescatore. Ma sono diventato solo martin pescatore: il giorno che lo vidi immobile su un cespuglio dell’argine diventai un po’ quell’uccello, quell’ effimera bellezza. Scoprii la poesia, quel giorno.  Diventai, per un istante, tutte le sfumature di quella visione: verde mare, azzurro turchese, rosso ruggine, bianco giallognolo. Lasciai la sana attività pratica - catturare un pesce con filo e amo- per quella contemplativa: pescare un’immagine. E fino ad oggi ho continuato ad andare a pesca, come il martin pescatore della mia infanzia, ma senza riuscire, ahimè, a catturare la bellezza di una sola delle sue piume di seta. E martin pescatore dev’essere anche l’amico Giovanni, che vive in una vecchia casa in un paese sopra le gole della Breggia e oggi mi segue in un breve volo lungo le acque incassate del torrente, di cui sentiamo solo l’eco in questo libro. Giovanni è un uccello territoriale. Modesto, si accontenta di pescare in bianco e nero. Il suo becco è l’apparecchio fotografico. Aspetta solitario, senza fretta, la preda, nei posti che conosce. Posti comuni che sono cambiati nel tempo e con i quali il dialogo non finisce mai. Il rapporto di Giovanni con i luoghi quotidiani è fatto di approfondimento e di sfida: è ricerca di analogie, rispondenze, contrasti tra le creazioni della natura e i manufatti dell’uomo. Anche quelli che lasciano sgomenti: Giovanni, seguendo la sua indole mite, li addolcisce con un po’ di vegetazione. O con la geometria del suo sguardo che pesca nelle acque immaginarie del reale".

Dal testo parziale di Alberto Nessi